mercoledì 10 giugno 2015

Gli Oggetti Degli Dei (parte 3)

Dopo aver effettuato i due sacrifici stabiliti i quattro alzarono lo sguardo e le mani al celo ed iniziarono a pregare. Elena fu la prima a fare la sua richiesta - " Oh divina Hera , tu che risiedi accanto a Zeus, protettrice dei matrimoni ti chiedo di ascoltarmi. E anche tu maestosa e bellissima Afrodite, Dea dell'amore e madre di Eros che con le su frecce permette agli uomini di innamorasi. Vi chiedo di non farmi più soffrire per amore, di punire gli uomini che mi hanno maltrattato e che nessuno più possa sfruttare il mio corpo solo per il loro sfogo sessuale, vi chiedo di poter essere amata. Vorrei esserlo dagli uomini e anche dai miei famigliari che spesso si dimenticano di me. I Miei genitori forse non sanno neanche che io sono al mondo. O Grande Dee accogliete la mia preghiera". Appena la ragazza fini di parlare calò il silenzio. Fra tutti si diffuse tristezza e imbarazzo ed Ettore si vergognò quasi ad esporre il suo problema. Davanti a quella richiesta adesso sembrava futile e si sentì stupido e superficiale. Allo stesso tempo la preghiera di elena aveva avvicinato umanamente il gruppo che adesso pareva essere in armonia completa.
Passò meno di un minuto quando prese la parola Liberio. "Oh grande Dionisio  e splendida Afrodite, che della bellezza, della mascolinità e dell'amore siete degni e vegliate. Vorrei essere desiderato, vorrei scaturire il fuoco e la passione e diffondere, e attrarre gli altri con esse. Sono sempre stato grassottello e poco considerato. Ho cercato da sempre un amore, una ragazza,  anche se brutta, da poter coccolare e fare sentire una principessa ma tutti mi hanno respinto. Io però non cerco l'amore, cerco solo un modo per poter avere le mie esperienze e il mio piacere carnale". Così concluse Libero e nell'istante dopo Elena ebbe un forte desiderio di scusarsi. Anche lei era stata scontrosa e aveva in qualche modo rifiutato il ragazzo. Ma in quel momento non poteva interrompere la preghiere con le sue scuse. Si promise che dopo però non avrebbe esitato e rivelato il suo senso di colpa a Liborio. Aveva inoltre capito che non era la sola ad avere nascosto un dolore nell'animo. Anche i suoi compagni sicuramente nascondevano dei grandi traumi ed ognuno era la per cancellarlo. 


Fu la volta di Ettore che non essendo mai stato un gran comunicatore e vergognandosi per il suo motivo che riteneva meno importante di quelli appena sentiti fece la sua Breve preghiera. "Oh Ercole che proteggi gli sportivi fai in modo che migliori a giocare a calcio, che le lesbicone non mi pacchiano e che giochi bene nella partita di domani". Erano tutti scioccati. Il motivo di Ettore sembrava veramente stupido in confronto ai due precedenti. Elena e Giacinto lo iniziarono a ritenere un po stupido mentre Liborio capì cosa celava quella preghiera. Essendo sempre stato discriminato aveva intuito che anche per Ettore era stata una gran sofferenza non saper giocare a calcio. aveva capito come da piccolo ne aveva sofferto perchè nessuno lo voleva in squadra con lui e perchè ridevano delle sue papere che nonostante potevano apparire divertenti negli occhi di tutti per Ettore erano un enorme mortificazione. La partita dell'indomani poteva essere una partita che poteva cancellare il passato. Se avrebbe giocato bene avrebbe potuto integrarsi come gli altri senza che nessuno più ridesse per lui o lo scartasse nello sport e poi nella vita. 
L'ultima preghiera fu detta da Giacinto. "Oh grande Apollo dio della luce e della musica, tu che proteggi gli artisti e vegli sui musicisti. Con te anche il Dio Hermes  a cui sei legato protegge i musicisti. E dunque a voi mie grandi divinità vi chiedo di alimentare la mia passione facendo in modo che io riesca nello scopo della mia vita. Vorrei vivere di musica. Perchè io senza musica non so vivere ma con essa l momento non riesco neanche  a sopravvivere. Il lavoro mi manca e altro non so fare se non scrivere melodie, forse mi adagio troppo sugli allori e forse non sono in grado di vivere ma vi prego accontentate la mia richiesta e fatemi vivere come voglio e di quello che voglio". Sembravano parole profonde quelle di Giacinto ma forse più di come erano state condite dal ragazzo, perchè in poche parole chiedeva semplicemente di diventare famoso sfondando nel campo musicale. nessuno degli altri tre però capì l'apparente pochezza del desiderio del ragazzo.


Appeno le tre preghiere furono finite di pronunciare una voce sembrò tuonare in lontananza all'interno del tempio. I quattro ragazzi ebbero una grande paura e furono tentati di scappare ma i loro muscoli sembravano come pietrificati. Solenne ma flebile era la voce che giungeva a loro quasi come un leggero vento. "Siamo tutti grati a voi che continuate a ricordarci. Oggi giorno nessuno più celebra e prega a nome nostro". Era una sola voce che parlava in plurale e chiaramente si riferiva alle divinità dell'antica Grecia. Dalla solennità  della voce sembrò chiara a tutti che quella voce doveva essere del grande Zeus. "Dunque vi diamo il compito d non dimenticarci e diffondere  la nostra religione che ormai è vista da tutti come un mito o una leggenda. E per compensarvi del vostro gesto che ci ha resi nuovamente speranzosi, esaudiremo le vostre preghiere". I quattro ragazzi erano immobili, paurosi ma contenti che la loro fede e i loro Dei  si erano rivelati a loro. Inoltre erano felici che le loro preghiere si stessero realmente avverando.
"Dunque  ognuno di voi riceverà un oggetto degli Dei che vi sarà utile per far si che le vostre preghiere diventerò realtà"- continuò la voce diventata ormai per tutti i ragazzi quelli del possente Zeus. "A te Elena che per prima hai pregato per prima ti sarà donato il ciondolo della Dea Afrodite. Questo ciondolo a forma di conchiglia simboleggia la sua nascita dal mare e l'amore che tutti hanno subito avuto per lei". Una collanina di oro bianco era legato al ciondolo a forma di conchiglia bianca con piccole linee sfumate dal rosso tenue al rosa, si era appena materializzata proprio vicino il seno della ragazza. Una perla rosa biancastra era contenuta nel suo interno. "Elena" - disse la voce di Zeus- "Afrodite ha scelto di proteggerti ed ora in avanti sarà sempre con te fin quando indosserai questo ciondolo al collo". Elena era entusiasta, finalmente poteva essere amata, era sicura che Afrodite aveva il potere di esaudire la sua preghiera pienamente. "A te invece Liberio ti verrà dato uni dei nettari che gli Dei amano particolarmente, e fra tutti essi Dionisio e colui che lo protegge. Inoltre il Dio è anche simbolo della mascolinità che tu avevi chiesto dunque a te verrà data la fiachetta di vino che altro non è il calice del Dio che porta sempre con se trasformato in modo che possa essere più semplice da trasportare e usare nel mondo in cui vivi. Se almeno una volta al giorno  berrai questa fiaschetta il tuo fascino cambierà. Il tuo corpo e il tuo aspetto diventerà irresistibile e nessun essere mortale sarà in grado di resistere al tuo corpo. Avrai un gran potere sulla passione degli altri. Non preoccuparti di bere tanto,la fiaschetta al suo interno fermenta in continuazione del vino e dunque non finisce mai. Stai attento però, si può bere solo una volta al giorno dalla fiasca dunque non fare bere nessun altro poichè altrimenti tu non potrai in quel giorno usufruire del potente vino di Dionisio e dunque perderai la tua apparenza e il tuo potere". Liberio annuì ma in realtà non capì bene il potere donatosi, era comunque contento che la preghiera fatta si era utilizzata e dunque sapeva che presto almeno qualcuno lo avrebbe trovato attraente. Si ripetè solo mentalmente più volte  che nessuno oltre a lui poteva berlo e che doveva sorseggiarlo una volta al giorno. A livello del viso si materializzo una fiaschietta argentata e quadrata. Al centro di una sola facciata laterale aveva disegnato un grappolo d'uva violaceo con piccole foglie verdi. Il ragazzo la afferrò immediatamente e notò subito che nel suo interno c'era del vino. Fu subito tentato di bere ma per rispetto del grande Zeus aspetto che la divinità finisse di parlare.

"Ettore"- disse Zeus " la tua preghiera è stata rivolta ad Eracle ma è Hermes che vuole accontentare il tuo desiderio donandosi i suoi sandali alati del vento. Ti verranno dati però sotto forma di scarpette di calcetto così che tu possa indossarle tranquillamente nelle tue partite. Se indosserai queste scarpe correrai come il vento, salterai quasi come se volassi e migliorerai la tua tecnica e il rapporto comunicativo di gioco e non solo con la tua squadra. Insomma sarai un vero campione del calcio". Ettore iniziò a piangere, era commosso. Non credeva che finalmente poteva riuscire a giocare una partita decente senza incanalare figuracce continue. Vicino a i suoi piedi di materializzarono delle scarpette da calcetto azzurre con disegni bianco e  oro. Ai lai infatti dorati c'erano disegnati delle ali quasi come mostrare che fossero il logo della marca . Infine vicino le mani di giacinto comparve una bellissima e moderna chitarra elettrica. Il ragazzo quasi stava cadendo per afferrarla. era arancione e sfumata di giallo con alcuni contorni neri. La chitarra sembrava sprigionare luce dalle corde. "Questa è l'arpa di Apollo che ha cambiato forma in chitarra per adattarsi alla tua musica e rendersi disponibile a te. Ogni qualvolta suonerai la solare chitarra del Dio egli sarà con te e ti accontenterà , rendendo al tua musica gradevole a tutti. Il tuo successo è assicurato, vivrai come vuoi".  Il vento che sembrava dare la voce a Zeus sembrò affievolirsi. "Continuate a celebrarci e credere in noi, da oggi saremo sempre accanto a voi con i nostro oggetti che vi abbiamo donato, fatene buon uso". Il vento sembrò allontanarsi e con esso la grande fiamma centrale si affievolì per poi spegnersi. i tre ragazzi erano soddisfatti e tutti non vedevano l'ora di usare i doni che i loro Dei gli avevano dato.

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