mercoledì 10 giugno 2015

Gli Oggetti Degli Dei (parte 1)

Anno 1999

Ettore era un giovane studente universitario, matricola dell'accademia di Giornalismo che viveva in una grande città che si affacciava al Mediterraneo. Nonostante era già Novembre il calore e l'afa era insopportabile, amplificata ancor di più dai muri di pietra lavica di casa sua che assorbivano il calore esterno per poi riversarlo all'interno. Un po tutta la città era costruita con quella pietra nera che derivava dalla lava del grande vulcano vicino, ciò la rendeva cupa  e tenebrosa nei pochi giorni di inverno, quando il sole se ne stava nascosto dai grigi nuvoloni o da qualche sporadico temporale. Ma in realtà per la maggior parte dell'anno la città era raggiante, con punte di calore che superavano i 30 grandi anche in pieno inverno. L'estate era la stagione più lunga, tanto da iniziare già i primi di Aprile per poi finire a Novembre.Nei periodi di Luglio e Agosto il calore toccava spesso i quaranta gradi e c'erano giorni in cui li superava abbondantemente. Fortunatamente le grandi spiagge, il fresco mare e l'aria rarefatta del bosco e del grande vulcano portavano sollievo agli abitanti. Ma era anche in estate in cui la pietra nera della lava brillava del suo nero e grigiastro intenso quando i raggi del sole la colpivano, mostrando la città nel suo massimo splendore per i turisti che la visitavano. 

La festa delle matricole si teneva ogni anno nella prestigiosa università e spesso ad essa era accoppiata le universitarie ovvero i giochi sportivi che consentivano alle diverse facoltà di scontrarsi a calcio, pallavolo, tennis e corsa veloce.Ettore appassionato da sempre  e tifosissimo di calcio si era iscritto per partecipare alla poca numerosa squadra della sua facoltà. Tre ragazze armadio che sembravano avere più testosterone di He-Man erano state felicissime della sua iscrizione. "Meno male che qualcun'altro si è iscritto" - gli disse una di loro che portava capelli a spazzola biondi e aveva una voce molto delicata che contrastava pesantemente con l'immagine mascolina che dava di se. "Oltre noi tre c'è un ragazzo minuto che sembra abbastanza scadente. Tu invece sembri fisicamente atletico. Inoltre con te abbiamo raggiunto il numero minimo dei partecipanti. Dunque la nostra squadra potrà partecipare alle Universitarie". Ettore era terrorizzato, quelle donnone facevano veramente paura. Portavano anfibi neri e pantaloni militari con canottiere  annesse, mostravano tatuaggi nelle varie parti del corpo scoperte e diversi piercing alle orecchie e al labbro."Allora!" -le gridò la ragazzona - "sai giocare bene!?". Ettore era in preda al panico - "Certo che si" - affermò cercando di non far trapelare la sua paura. Aveva mentito, in realtà era sempre stato una frana. Sin da piccolo quando giocava con i bambini del quartiere nella vicina piazza di casa era sempre considerato il peggiore. veniva scelto sempre per ultimo e spesso era costretto a fare il portiere. Eppure lui si allenava, aveva un fisico atletico ma ogni qualvolta giocava faceva figuracce al limite del ridicolo. Gli altri si mostravano sempre divertiti e ridevano a squarcia gola tranne che i suoi compagni di squadra che spesso a fine gara volevano picchiarlo. Con il tempo giocava sempre meno a calcio perchè nessuno voleva giocare nella sua squadra ma tutti lo volevano come avversario.Le Universitarie furono una occasione per giocare una nuova partita ma dopo essersi iscritto aveva tantissima paura che a fine gara quelle tre donnone lo avrebbero picchiato duramente. Allora si diresse subito a casa illuminato da un'idea brillante per risolvere la situazione.

La casa di Ettore  era vicino il grande centro sportivo della città, dove c'era anche lo stadio da calcio che però ospitava partite di basso livello. La principale squadra locale era infatti stata dichiarata fallita anni fa e da un decennio navigava in categorie di nessun interesse. Eppure il vecchietto che spesso era all'angolo della strada ricordava sempre i grandi fasti degli anni addietro in cui i colori di quella città avevano visto scenari calcistici nazionale e anche europei. Adesso Ettore come la maggior parte di quelle persone che abitavano in quella zona tifava per le tre grandi squadre del nord. Lui amava quella bianco nera, una passione che da piccolo il padre gli aveva trasmesso e che coltivava  facendo crescere l'amore per quella squadra sempre più. La sua stanza era piena di poster sciarpe e vari gadget della squadra  ed alternare il bianco nero c'erano solo le immagini o le statuine della sua fede religiosa. Infatti se aveva ereditato dal padre l'amore calcistico aveva invece ereditato dalla madre il fanatismo per la cultura, i miti e la religione dell'antica Grecia. Lui si era spinto ancora più in la della madre stessa, tanto da sostituire la religione Cristiana con quella della mitologia greca. Negli ultimi mesi il suo fanatismo era cresciuto, da quando infatti gli era stato regalato il computer (fisso) dopo l'esame di maturità, aveva iniziato a frequentare un forum particolare che si chiamava LA RELIGIONE DI ORIGINE. Gli iscritti erano poco meno di cento e venivano da tutto il mondo. Si comunicava in inglese e come scopo principale era quello di seguire la religione dell'antichità. Credevano a tutte le divinità greche/romane e sostenevano il concetto che le religioni attuali derivano tutte da quella d'origine che era appunto quella dell'antica Grecia.

Ettore arrivò velocemente a casa , andò nel piccolo giardinetto  e cercò di afferrare Nick, ma il cane abbaio più volte e gli morse una mano. "maledetto cagniaccio!" inveì. Dalla porta sul retro uscì la sorella  di Ettore "Nick! cosa ti ha fatto quel mostro". Il cane corse verso la sua padroncina facendosi accarezzare e scodinzolando felicemente. "Arianna" -disse Ettore- "volevo portarlo a fare una passeggiata e mi ha morso". Il tono di voce faceva intuire palesamene che stava mentendo. "Folle di un fanatico arcaico!"- disse arrabbiatissima Arianna - "Non toccare più il mio Nick perchè se no la notte entrò nella tua stanza, strappo tutti i poster di quella merda di squadra e rompo tutti i tuoi santoni. E per finire ti taglio pura le dita delle mano". Ettore tremò, sapeva che la sorella in preda all'ira e alla vendetta avrebbe fatto qualsiasi cosa. Ricordava ancora quando da piccini un gatto randagio entrò nel cortile di casa e si mangiò il pulcino che la mamma gli aveva comprato al vicino mercato. Il gatto fu rincorso per ore da Arianna con il bastone di una scopa sottratto alla mamma,  fino a quando l'animale si stancò di correre e rallentò. Allora la ragazza lo colpì con tanta forza più volte fino a lasciarlo ammaccato a vita. Da quel giorno i gatti randagi della zona non si avvicinarono più al cortile della casa.

"Uffa e ora che faccio!" esclamò tra se Ettore "se non chiedo aiuto ad Eracle che il Dio dello sport la partita andrà male, e quelle tre donnone mi picchieranno" continuò impaurito dal pensiero. "Devo trovare un animale da sacrificare nella zona archeologica, proprio la vicino ci sono resti ben visibili del tempio di Eracle". Il ragazzo allora si organizzò , doveva trovare una selvaggina da sacrificare, i profumi e tutto l'occorrente per il rituale e il modo di poterlo fare nel tempio senza che i guardiani o la sicurezza gli e lo impedissero. Allora chiese aiuto al forum de LA RELIGIONE DI ORIGINE e la notizia fu accolta da gran entusiasmo da tutti. Molti volevano ricreare il rituale antico della loro religione e per di più nel tempio, sarebbe stato un evento unico. Tanti di loro però erano lontani da Ettore e non sarebbero riusciti a raggiungerlo. Di quell'evento si discusse per giorni  sul forum fino a che non si decise il luogo di incontro, il materiale da portare, gli animali da sacrificare e il modo in cui entrare furtivamente nel sito archeologico. L'appuntamento fu fissato per la notte di Giovedì 11 Novembre alle ore 23 , ovvero la sera prima della partita di Ettore, poco distante dal sito in cui si trovavano i Templi. A presentarsi all'appuntamento furono però  solo in in quattro Ettore compreso. 

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